By Marita

DIFATIS

teatro IMPOSSIBILE
"Difatis"

 

Regia: Elio Turno Arthemalle

Scena e costumi: Marco Nateri

Musiche: Francesco Medda Arrogalla

Movimenti scenici: Valentina Puddu

Collaborazione per scena e sostumi: Roberta Serra Corda

Sartoria e realizzazione costumi: Marita Balàzs

 

Difatis è emerso dal nulla nel corso di una serie di notti insonni. Era già lì, il suo autore si è limitato a trascrivere ciò che gli è apparso. Per fortuna capisce e parla discretamente in sardo, altrimenti non se ne sarebbe fatto nulla, perché Difatis è un groviglio di storie e ragionamenti in cagliaritano, dall'inizio alla fine.

In un clima scenico minimale e sospeso passano velocissimi i frames che raccontano, per bagliori successivi, trent'anni di vita fuori e dentro il rettangolo che ci siamo abituati a chiamare palco.

È un pezzo di teatro costellato di soluzioni di continuità, di cambi di direzione, di controtempi inattesi; è contemporaneamente beffardo e malinconico, sferzante e remissivo, tracotante e umile.

C'è quello che denigra l'eroismo di Enea, quello che tutte le sere chiacchiera col cervello di un maiale, quello che è talmente confuso da credere di essersi trasformato nell'altro attore in scena con lui.

E, nella storia personale del suo interprete principale, è allo stesso tempo un inizio e un commiato. Ci sono delle cose che è giusto che finiscano, e altre che è inevitabile che comincino. Tutto sommato, lo spettacolo celebra il trionfo della constatazione.

Difatis, in italiano, significa Infatti.